Io mi adatto alle cose malmesse. Intendo dire che non mi piace metter ordine alle cose. Se qualcosa non è a posto di fronte a me, io non la metto a posto. Mi metto a posto io.

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Non pensavo di dover scrivere di lui.
Non ho amato la sua musica che agli esordi, e ho seguito le sue trasformazioni come un fenomeno incomprensibile, adesso che è morto ricordo che ha vissuto un inferno, che la sua parabola è difficile da capire.
Delle poche volte che ho seguito le sue vicende so che ricorderò prima di tutto un ballerino strabiliante, c'era qualcosa di puro nel suo modo di ballare.

Mi ricorderò che era un negro, che l'ombra dello Zio Tom gli camminava accanto, cercando di tener dietro a quel suo passo frenetico.
Che la sua vita è stata un groviglio di rifiuto e di ricerca di una pace impossibile.
Dei re, di quell'oscuro clan che ha nome "The King of...", la figura che gli si avvicina di più è quella di Elvis Presley; controversa, corrotta, decaduta e marchiata da un successo le cui dimensioni sono abnormi.
C'è un altro clan al quale appartenne, quello dei mascheroni, quella comunità di fantasmi che in qualche modo hanno modificato i propri connotati inseguendo chissà quale canone di bellezza distorta, quel circo Barnum di freaks infelici e irrealizzati il cui elenco tutti conosciamo e che, almeno una volta nella nostra vita, abbiamo disprezzato.

In qualche modo il fenomeno punk è stato una sorta di celebrazione intellettuale e critica di queste figure, le lamette da barba e le spille infilate nelle guance, infanzie difficili protratte fino alla mezza età, (di me per primo potrei dirlo), tradimenti dell'ideologia sessantottina, politica e femminile, provocazioni e oltraggi, non sono che tentativi e parodie di questo starsystem fetido che per restare ciò che è rinnega se stesso platealmente.
Prendere prodotti per far diventare bianca la propria pelle è un atto estremo, il Seppuku del gladiatore afroamericano, è qualcosa che ricorda più Mishima che chiunque altro, nella piena consapevolezza questo, nel più sventato capriccio quello, ma radicale, un atto che raggiunge il cuore del problema e lo risolve con la negazione più tragica.
Uno può anche dire; non si liquidano con due battute 750 milioni di album venduti, comprati da bianchi, gialli. ebrei, negri, ispanici, italiani, russi... da quasi un miliardo di persone, un continente.
Questo trascende la dimensione commerciale ed entra in quella del significato, l'artista che ha venduto più dischi di tutti è stato ed ha rappresentato tutto ciò che non si può essere.

Io non so molto di lui, ma adesso che ha concluso la sua corsa lo ricordo e mi commuovo, nulla è più imprevedibile della risposta di un bambino al mondo.
Vorrei affidare a Maceo, uno della sua gente, gente alla quale è finalmente tornato, il compito di accompagnarlo, ovunque debba andare.
Maceo Parker, Children's world
Mi sono chiesto spesso chi apprezzasse veramente la musica che amo, la musica che vi faccio ascoltare.
Beh, credo di aver trovato l'uditore perfetto, e nonostante il nome è veramente caldo.

"Dio è un tipo bizzarro, suona come Charlie Parker..."
(Charles Mingus)
In questi giorni ha avuto termine il tradimento del Giuda Ghandi, singolarmente ciò avviene in contemporanea con il successo elettorale della casalinga di Orbassano che ha avuto in sorte di sposarlo ed ereditare un nome sì famoso ma non più sinonimo di pace e giustizia.

foto da guardare su bigpicture
Sono 72.000 morti dal 1983, oggetto di bombardamenti indiscriminati e azioni di guerra dell'esercito Singalese che non ha mai distinto tra civili e "terroristi".
Ne rimangono 50.000 la cui sorte è sconosciuta e ignorata dall'ONU e dal mondo.
Delle poche Tigri Tamil rimaste vive e catturate non c'è da farsi illusioni, qualche campo di concentramento si occuperà di cancellare la loro memoria.
Il mio primo figlio è Tamil, sono stato due mesi in quel paese, dove ho potuto conoscere l'amabile indifferenza singalese e l'affettuosa aggressività Tamil, il sollecito distacco musulmano e la fragorosa discrezione delle suore cristiane.
E' un paese che ho amato, che mi ha provato duramente e mi ha lasciato il dono più bello che potessi desiderare.
Per questo ho sempre seguito, come ho potuto, frugando fra i silenzi della stampa, il drammatico procedere di una guerra crudele e ignorata dal mondo, le cui ragioni continuano ad essere le stesse di sempre, nel caso presente la costruzione di un gigantesco porto commerciale nella laguna di Jaffna, progetto nato quando i due grandi poli mercantili in porto franco della navigazione del Pacifico; Hong Kong e Shanghai cominciarono il processo di restituzione alla Cina.
Inizialmente l'esercito di liberazione Tamil aveva l'appoggio, discreto (ma indispensabile per una minoranza etnica e religiosa che stava subendo una pulizia etnica) del governo indiano.

Nel '90 Rajiv firmò un accordo con il governo singalese e sospese ogni aiuto, militare e civile ai fratelli Tamil che rimasero isolati e stretti nella morsa di un esercito equipaggiato, dotato di aerei e mezzi corazzati e numericamente soverchiante.
Nel 1991, un attentatore suicida uccise l'autore di questo tradimento.
Non è chiaro se fu una diretta ritorsione delle Tigri o se ci fossero trame politiche più nascoste, l'occasione si prestava comunque a regolare un vecchio conto.
L'attentatore venne indicato come un Sikh, ne seguirono linciaggi collettivi in tutto il paese, infatti fu un appartenente a questa religione, nonchè sua guardia del corpo, a togliere di mezzo la madre Indira nel 1984, in seguito alla brillante operazione militare del Tempio d'oro di Amristar in cui i separatisti sikh vennero massacrati insieme al monumento.
Di Ceylon, (l'attuale Sri Lanka, titolo usurpato ad un mito malcompreso), si dice che fu evangelizzata, come l'india, dall'Apostolo Tomaso, leggende e tradizioni indicano quest'isola come il paradiso terrestre e forse non a torto. Sul suo monte più alto, l'Adam's peak si trova l'impronta di un piede, sacra a buddisti, hindu, cristiani e musulmani, che ne vedono, di volta in volta, un segno di Budda, di Krishna e di Adamo.

Racconti antichi di viaggiatori indicano questa terra come il leggendario "regno del Prete Gianni", da molti identificato proprio con l'Apostolo Tomaso.
E per questo, e per tanto d'altro, voglio avvolgermi un po' in questo malinconico canone, ricordando che in quel paese si conobbero la grazia e la bellezza, oggi oscurate dal compimento di un crimine durato 27 anni, ascoltando una danza dedicata a SanTomaso, che forse ricorderete.

"Street Tango"
"El Indio e io eravamo nello studio di registrazione la mattina presto cercando di ripulire alcune tracce grezze di registrazione quando El Troesma (Piazzolla) si precipitò attraverso la porta (veramente, la vita a volte mima i gesti di un film di serie "B").
"Che diavolo pensate di fare?! Nancy mi ha detto che eravate qui e io le ho detto che se cercate di correggere qualcosa, vi sparo, a tutti e due!"
Hey, era lo stesso tipo che quando stavamo registrando TANGO: ZERO HOUR, sottilzzava con noi per giorni su come il violino doveva suonare come veramente suona.
"Si, ma ZERO HOUR richiedeva la chiarezza di una visione, questo disco invece ha bisogno dell'oscurità di un sogno nostalgico, la sua musica risuona come eseguita da musicisti mezzi ubriachi in un bordello"
(Kip Hanrahan)

"Knife Fight"
"The rough dancer and the cyclical night" è il mio preferito tra i molti album di Astor Piazzolla, anche di quelli che non conosco, il clima scivola sul sangue di una balera in cui i ballerini sono rapidi quanto i coltelli, il fumo dei sigari avvolge e ottunde la chiarezza dei suoni insieme ai sensi che vigilano sonnecchianti di una tensione in cui per un gesto o un'occhiata si vive o si muore.
Il più argentino dei suoi dischi è ispirato a una poesia di Borges, quel poeta che ha fatto della delocalizzazione la sua lingua, intridendola così a fondo del clima di quella terra, che se dobbiamo trovare una patria agli apolidi del pensiero e dei sentimenti questa è la periferia di Buenos Aires.
Di questa musica si può parlare poco; come un autentico guapo è di poche parole e la sua vita complicata, così è per questo disco, si narra un aneddoto, si ricorda di quando lo si è sentito la prima volta, dei peli che si drizzano e dello sprofondamento malsano nel suo profumo e sudore, non si smetterebbe mai di parlarne, ma a loro basta un nome.
"Così il Duende è un potere, non un comportamento, una lotta, non un concetto.
Ho sentito un anziano maestro chitarrista dire:
'Duende non è nella gola; duende cresce dalla suola dei piedi'."
(Federico Garcia Lorca, "Teoria e funzione del Duende")
"Leonora's Song"
LA NOCHE CÍCLICA
A Sylvina Bullrich
Lo supieron los arduos alumnos de Pitágoras:
los astros y los hombres vuelven cíclicamente;
los átomos fatales repetirán la urgente
Afrodita de oro, los tebanos, las ágoras.
En edades futuras oprimirá el centauro
con el casco solípedo el pecho del lapita;
cuando Roma sea polvo, gemirá en la infinita
noche de su palacio fétido el minotauro.
Volverá toda noche de insomnio: minuciosa.
La mano que esto escribe renacerá del mismo vientre.
Férreos ejércitos construirán el abismo
(David Hume de Edimburgo dijo la misma cosa).
No sé si volveremos en un ciclo segundo
como vuleven las cifras de una fracción periódica;
pero sé que una oscura rotación pitagórica
noche a noche me deja en un lugar del mundo
que es de los arrabales. Una esquina remota
que puede ser del Norte, del Sur o del Oeste,
pero que tiene sempre una tapia celeste,
una higuera sombría y una vereda rota.*
Ahí está Buenos Aires. El tiempo que a los hombres
trae el amor o el oro, a mí apenas me deja
esta rosa apagada, esta vana madeja
de calles que repiten los pretéritos nombres
de mi sangre: Laprida, Cabrera, Soler, Suárez...
Nombres en que retumban (ya secretas) las dianas,
las repúblicas, los caballos y las mañanas,
las felices victorias, las muertes militares.
Las plazas agravadas por la noche sin dueño
son los patios profundos de un árido palacio
y las calles unánimes que engendran el espacio
son corredores de vago miedo y de sueño.
Vuelve la noche cóncava que descifró Anaxágoras;
vuelve a mi carne humana la eternidad constante
y el recuerdo (el proyecto?) de un poema incesante:
«Lo supieron los arduos alumnos de Pitágoras...»**
LA NOTTE CICLICA
A Sylvina Bullrich
Lo sapevano gli ardui alunni di Pitagora:
come le stelle tornano ciclicamente gli uomini;
ripeteranno gli atomi fatali l'incalzante
Afrodite dorata, i tebani, le àgore.
In epoche future opprimerà il centauro
col piede solidungo il petto del lapita;
fatta polvere Roma, gemerà il minotauro
nell'infinita notte del suo palazzo fetido.
Ritornerà ogni notte d'insonnia, minuziosa.
Dal medesimo ventre rinascerà la mano
che adesso scrive. Eserciti di ferro costruiranno l'abisso
(David Hume di Edimburgo disse la stessa cosa).
Non so se torneremo in un secondo ciclo
come le cifre d'una frazione periodica;
ma so che un misterioso rotare pitagorico
ogni notte mi lascia in un luogo del mondo
che è di periferia. Un angolo remoto
che può trovarsi a nord, oppure a sud o a ovest,
ma ha sempre un muricciolo di un pallido celeste,
un folto fico scuro e un marciapiede rotto.*
*Edizioni Adelphi, tr. Maria Vasta Dazzi
**delle ultime quattro quartine dell'edizione integrale (www.poesia-inter.net/jlb0504.htm) non ho trovato la traduzione, all contributions are welcome

Questo periodo dell'anno è dedicato a ripercorrere, in vista della Resurrezione, la faticosa marcia del popolo ebraico attraverso l'Antico Testamento.
Il canone penitenziale di Sant'Andrea che marca e incide nel cuore il significato dei quaranta giorni del digiuno ci fa ripercorrere tutte le tappe, dalla Creazione fino all'avvento di Gesù, mettendoci a confronto con il male commesso nella Bibbia e mettendoci in condizione di paragonarci, ognuno di noi, ad Adamo, Caino, Saul e così via.
"Da dove comincerò a piangere sulle azioni abominevoli della mia vita? Quale fondamento porrò, o Cristo, per questa lamentazione?".
Questo fa per noi della Bibbia un libro spirituale, uno specchio in cui le azioni descritte appartengono alla realtà interiore di ogni uomo e non alla storia di un popolo soltanto.
E' in questo contesto che mi sono imbattuto in questo articolo che vorrei che leggeste, in quanto è un punto di vista straordinariamente inusuale, che, ignaro, si avvicina a modo suo a questa realtà, mettendola in relazione all'attualità che scorre davanti ai nostri occhi spesso indifferenti.
Per quanto richiami questi pensieri non concordo su tutto ciò che vi è affermato, (in particolare la chiusa la trovo di dubbio gusto), l'impostazione generale è, però, di un'evidenza tale che mi ha scosso.
(Ringrazio Mirumir per l'inesausto lavoro di traduzione di articoli di giornalisti di tutto il mondo che non avrei modo di leggere in altro modo)
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